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Radda in Chianti www.comune.radda-in-chianti.si.it
L'area del Chianti Classico offre un'ampia gamma di opportunità, percorsi storici, itinerari ed escursioni.
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Itinerari attraverso Radda in Chianti

La collina su cui poggia Radda segna l'ideale spartiacque tra le valli della Pesa e dell'Arbia. Le sue origini risalgono al 2000 a.C., ce lo indicano i resti che sono stati ritrovati sulla cima di Poggio alla Croce; il borgo di Radda, di proprietà dei Marchesi di Tuscia, fu donato ai monaci della Badia Fiorentina - cui la famiglia era molto legata; nel 1191 divenne un feudo dei Conti Guidi e si sa che nel XII secolo faceva parte della Repubblica Fiorentina. Per la sua posizione centrale era il luogo più popolato ed importante della zona; anche Radda subì gli scontri tra Firenze e Siena: nel 1415 venne fortificato e dichiarato capoluogo di giurisdizione civile del Chianti, nel 1478 fu espugnato e dato alle fiamme ed in seguito ricostruito; nel 1527 seppe infatti difendersi dall'attacco senese.
Nel 1772 Radda divenne Vicariato con giurisdizione su Greve, su Gaiole e su Castellina, ruolo ce conservò sino al 1838. Nel 1774 il granduca Pietro Leopoldo sciolse i Terzieri, suddivise la zona in Comuni e l'antico terziere di Radda divenne una comunità come quelli di Castellina e Gaiole. Tra il 1808 ed il 1814, periodo della dominazione francese, Radda fu sede di Cantone e di una Giudicatura di pace. Con i Lorena (dal 1825) il comune tornò nel compartimento Senese e con l'unità d'Italia (1861) fu assegnato alla provincia di Siena.

La struttura medievale di borgo racchiuso dentro le sue mura è ancora chiara; nella parte più alta si trova il Castello, la parte più antica e collegata con strade che lasciano immaginare le antiche fortificazioni nelle quali si aprivano due porte: a ovest la porta Fiorentina, distrutta nel 1866 - come ricorda la lapide posta sul muro all'inizio di via Roma - e a est la porta Valdarnese affiancata da un torrione di fronte agli attuali giardini pubblici di Piazza IV Novembre.

PALAZZO DEL PODESTÀ (‘400): L’invasione aragonese del 1478 lo distrusse completamente; fu ampliato le 1700: vennero aggiunti il secondo piano e le carceri. Una larga scalinata conduce in un'ampia loggia coperta a una colonna e due volte, caratterizzata da archi a sesto leggermente ribassato e decorazione a foglie nei capitelli, dove si può vedere la copia dell'affresco di scuola fiorentina del XV secolo – l’originale si trova all'interno del palazzo -, raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Cristoforo. La facciata dell'edificio, nella quale si aprono finestre ad arco sul primo piano, con un orologio sovrastante, è ancora ornata da numerosi stemmi in pietra e in terracotta policroma invetriata appartenuti ai Podestà della Lega del Chianti, che vi avevano risieduto ed appesi in ricordo del loro mandato. Altri sono posti sulle pareti all'interno del loggiato; fra questi, a sinistra, in particolare quello di Francesco Ferrucci, che fu Podestà di Radda nel 1527 – durante l’ascesa in Italia di Carlo V.

CHIESA DI SAN NICCOLÒ: nel centro storico di Radda, sulla facciata domina un grande arcone cieco, che protegge un affresco del Coppedé, a fianco si può visitare una cappella (Cappella della Compagnia di san Gregorio Magno e santa Maria delle Grazie, 1576). L’interno è semplice, una sola navata, tetto a capriate ed un crocifisso ligneo del XV sec della Compagnia di Penitenza che dimorava a Radda. Nel 1260 nel Libro di Montaperti se ne legge l’esistenza; fu elevata a prioria nel 1600 e nel 1616 vi fu posto il fonte battesimale; divenne propositura nel 1899.
La chiesa attuale presenta la facciata neogotica dominata in alto da un ampio arcone a tutto sesto coperto da un tetto a capanna e sostenuto da doppi mensoloni a forma di protomi leonine. È stata conservata la pianta a croce latina e l'unica navata è conclusa da un'abside quadrangolare con volta a crociera. Ai due lati dell'ingresso sono due acquasantiere in pietra serena, a sinistra è il fonte battesimale pure in pietra serena della fine del Cinquecento o inizi del Seicento, entro una nicchia decorata da una mostra in pietra, che racchiude un affresco novecentesco con il Battesimo di Gesù.

GHIACCIAIA DEL GRANDUCA:
Costruzione del 1897 destinata all'epoca alla trasformazione della neve in ghiaccio per la conservazione delle derrate alimentari. Le ghiacciaie vennero costruite in epoca Granducale: nell’inverno la neve vi veniva raccolta e pressata; alcune avevano una forma piramidale, altre come qui a Radda seminterrate erano a sezioni di tronco di cono. L’esposizione a Nord e lo spessore delle mura facilitavano la trasformazione della neve in ghiaccio.

A seguito della iniziativa della Regione Toscana, in collaborazione con il Touring Club Italiano, è stata assegnata la Bandiera Arancione al Comune di Radda in Chianti. Su 116 Comuni candidati e 49 selezionati per la visita di verifica, sono state attribuite 18 bandiere arancioni all'entroterra toscano: importante riconoscimento nell'ambito dello sviluppo sostenibile e della crescente armonizzazione delle attività turistiche con l'ambiente e le tipicità locali.
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