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STORIA E TRADIZIONE
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STORIA DEL TERRITORIO DEL CHIANTI
Questo nome che spesso risuona nei ristoranti dei luoghi più lontani, riferito a vini sempre più prestigiosi, non è altro che un fazzoletto di terra isolato, caratterizzato da un paesaggio armonioso, le cui colline velano e svelano angoli suggestivi, dove incontrastata regna la quiete.

L'origine del termine "Chianti" è alquanto dibattuta e può essere attribuita al termine etrusco "Clante", nome di persona frequente in quella lingua, o al verbo latino "clango", far suonare le trombe/clamore e suoni di corni, che si riferiva probabilmente a battute di caccia che avvenivano nei boschi della regione.
Ricostruire la storia di questo territorio è impresa altrettanto ardua: i documenti ritrovati sono infatti molto frammentari; quello che segue dunque è un tentativo di illustrare, a coloro che già amano questo territorio ed a coloro che curiosando lo vorrebbero scoprire, la storia di questa terra, la quale, se nel medioevo subiva le conquiste di Firenze e Siena, oggi subisce un altro genere di conquista, quella dei turisti, stranieri e non, che approdano qui alla
ricerca di quel qualcosa in più che il Chianti da secoli offre a chi lo ama e a chi ha voglia di conoscerlo.

Un territorio questo popolato - quindi amato - fin dall'inizio dei tempi: la più antica testimonianza della presenza dell'uomo è stata trovata il località Poggio la Croce, nei pressi di Radda in Chianti, ed è riferibile all'età del rame (II millennio a.C.). Nella stessa località si sono ritrovate anche testimonianze della presenza di pastori transumanti nel XI secolo a.C. e degli etruschi nel III secolo a.C.; il clima favorevole, la posizione e la ricchezza del suolo fecero sì che questi ultimi si insediassero stabilmente nella regione, sfruttando il suolo - anche se alcune viti fossili risalenti a decine di milioni di anni fa inducono a pensare che la coltura del vino abbia origini ancora più antiche di quella etrusca - e creando insediamenti umani; la loro presenza è testimoniata non solo dai numerosi reperti archeologici ma anche dalla chiara etimologia dei toponimi chiantigiani (Rosennano, Avane, Nusenna) e dalla toponomastica locale dei nomi con la desinenza in -na tipica di molti nomi personali e familiari (Olena, Ruffenna) di quel popolo.

Anche i Romani si stabilirono in Chianti, ma le testimonianze della loro presenza sono parche; i resti di una necropoli del II-III secolo d.C. (nei pressi di Cacchiano) testimoniano chiaramente che la colonia etrusca fu sostituita da quella romana. Per certo si sa per esempio che furono i romani ad operare la divisione della regione nei municipii di Faesulae e di Arretium e che vi aggiunsero poi quello di Saena Julia. La toponomastica anche in questo caso conferma quanto detto, molti infatti i luoghi con la terminazione in -ano o -ana, tipica dell'età imperiale, quando il fisco assegnava ai fondi il nome aggettivato del proprietario (Bibbiano, Panzano, Cacchiano).
Anche se i documenti che abbiamo sono frammentari si può affermare con R. Flower che "Anche se la riconquista bizantina e l'invasione longobarda (.) tramutarono in deserti tante campagne italiane, vien fatto di pensare che in questa parte della Toscana la vita dei centri rurali non si spegnesse. Località chiantigiane ce portano ancora oggi nomi etruschi e romani stanno a provare l'ininterrotta presenza dell'uomo (.) e se i villaggi non furono abbandonati nei periodi più tormentati della loro storia vuol dire che l'attività agricola non aveva subito soste".
La prossima notizia che si ha su questa regione è del 715 ed è relativa ad una questione di confini in parte chiantigiani, quando il re dei Longabardi Liutprando si occupò di una controversia in proposito tra i vescovi di Arezzo e di Siena. La sua decisione di assegnare alcune zone al vescovo di Arezzo fu poi rivista e corretta a causa dell'ostinazione dei senesi, finché dopo cinquecento anni fu riconosciuta la supremazia di Arezzo.
Dalla metà del IX secolo in Toscana nacque la Marca di Tuscia, una nuova entità territoriale, che soppiantò i comitali della regione; i marchesi, fedeli formalmente all'imperatore o al re d'Italia, fecero della Tuscia un vero e proprio stato ed è in questo periodo che in Chianti nacquero le grandi abbazie. Interessante il fatto che agli ordini religiosi si può imputare la notevole diffusione della viticoltura.

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