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| STORIA E TRADIZIONE |
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| STORIA DEL TERRITORIO DEL CHIANTI |
Un altro dato interessante circa questa regione è che nonostante gli anni intorno al mille fossero alquanto tormentati, i numerosi contratti di compra vendita stipulati nel Chianti, ci raccontano di una economia in costante movimento.
L'origine ed il motivo del lungo scontro tra fiorentini e senesi si trova nella situazione peculiare di Firenze, che comprendeva non una ma due diocesi. Poiché il Chianti era sotto la cura spirituale della diocesi di Fiesole, i Fiorentini ritenevano che la loro sovranità si estendesse fino ai confini con le diocesi di Siena e di Arezzo. I Senesi temevano questa situazione, che avvicinava i loro nemici alle porte della città; dunque al 1082, risale il primo scontro, quando i Fiorentini accusarono i senesi di aver appoggiato l'imperatore Enrico IV durante l'assedio della repubblica gigliata. Del 1103 è il primo trattato tra Firenze e Siena circa la regolazione dei confini, ma - come è noto - gli scontri continuarono per lungo tempo; il Chianti non fu campo di battaglia fra le due Repubbliche solo perché luogo di confine, ma anche perché la sua conformazione geografica lo rendeva adatto alla fortificazione: si crearono dunque delle vere e proprie linee difensive: i castelli di Aiola, Cetamura, Cerreto, Selvole e Sesta erano fortificazioni senesi, quelli di Brolio, Cacchiano, Monteluco, Montecastelli, Montemarchi, Rentennano e Tornano erano fiorentini. Esemplare nel contesto delle conquiste fiorentine è la storia del Castello di Montegrossi - residenza dell'ufficiale imperiale che deteneva il controllo militare, politico e finanziario della regione circostante - che fu espugnato dalla repubblica fiorentina la prima volta nel 1172, poi definitivamente nel 1198.
Riprendendo nella narrazione delle vicende storiche relative allo scontro tra le due repubbliche, i fiorentini riuscirono nel 1129 a conquistare il Castello di Vignale, nel 1141 occuparono e saccheggiarono il sobborgo fuori da porta Camollia, un anno dopo ebbero la meglio sulle truppe senesi a Monte Maggio. Non sempre i fiorentini furono però i vincitori, in particolare da quando i Conti Guidi - signori feudali nel Chianti - intervennero nello scontro, appoggiando Siena; i Fiorentini cercarono dunque il sostegno dei signori del senese (Cacciaconti, Aldobrandeschi). Poiché queste alleanze tra comuni e feudatari esulavano dal controllo dell'Imperatore, il quale tentò di correre ai ripari.
Papa Alessandro III, senese di nascita, tentò di porsi come consigliere di pace e i confini diocesani che impose nel 1163 avrebbero dovuto valere anche come confini politici (collocando il villaggio di Poggibonsi, posto in una posizione strategica, sotto la giurisdizione senese), ma Firenze nel 1174, durante la battaglia di Asciano, ebbe la sua rivincita e catturò un migliaio di prigionieri.
Quando nel 1197 si credette che l'imperatore Enrico VI fosse scomparso, i Comuni toscani insorsero in un ribellione che li portò ad unirsi in una lega, che li avrebbe difesi da qualunque futura tirannia; questa lega fu approvata anche dal Papa e dai magnati feudali, che fecero buon viso a cattiva sorte. |
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È a questo punto che si colloca la famosa leggenda del Gallo Nero: il simbolo che da sempre identifica tutto il territorio del Chianti. Firenze pretese di definire in modo chiaro la linea di confine con Siena attraverso il Chianti e Siena chiese di regolare la faccenda - come prevedeva la Lega - per mezzo di un arbitro, che fu scelto nella persona del Podestà di Poggibonsi. Questi |
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decise che la questione dovesse essere risolta da una singolare prova tra due cavalieri: laddove si fossero incontrati partendo all'alba dalle rispettive città al primo canto del gallo, là sarebbero stati i confini tra le due repubbliche.
I senesi allevarono e vezzeggiarono per questo compito un bel gallo bianco, ben presto appesantito dagli eccessi di cibo; i fiorentini scelsero un galletto nero al quale dettero così poco da mangiare che il giorno fatidico cominciò a cantare prima ancora che spuntasse l'alba. Così il cavaliere fiorentino partì molto presto e solo quando giunse a Croce Fiorentina - a una ventina di chilometri da Siena - incontrò il cavaliere senese: cosicché quasi tutto il territorio del Chianti passò sotto la giurisdizione della repubblica gigliata. Grazie alla pace di Fonterutoli (1201) e all'accordo in Santa Maria a Poggibonsi (lodo di Poggibonsi, 1203) tutto il territorio chiantigiano passò sotto la tutela della Repubblica fiorentina, non per questo però finirono le ostilità fra i due Comuni.
Nel 1250 la Repubblica Fiorentina divise il territorio in giurisdizioni autonome, Leghe, tra queste anche la "Lega del Chianti", che sanciva l'unione dei villaggi di Castellina, Gaiole e Radda, ai quali spettava anche il compito di difendere non solo il proprio territorio, ma anche quello fiorentino (questi terzieri furono soppressi solo nel 1774). Nel 1384 la Lega del Chianti si dette uno statuto che si divideva in tre libri, scelse un Gallo Nero in campo oro come emblema e ci piace ricordare che una delle prime leggi da questa emanate proibiva la vendemmia prima del 29 settembre, al fine di non compromettere la qualità ed il mercato del vino. |
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